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ESCURSIONE STORICO NATURALISTICA 
con Sabrina Pellizzon

SABATO 16 SETTEMBRE 2023

Partenza e ritorno nei pressi di Villa de Nordis

(via degli Scogli, Gorizia)

ESCURSIONE LUNGO LA EUROPEAN GREEN BELT

I confini separano, la natura unisce

In collaborazione con Rete Italiana European Green Belt

MONTE SABOTINO

 

https://www.turismofvg.it/parco-della-pace-del-monte-sabotino

Con i suoi 609 metri il Monte Sabotino domina parte della pianura isontina, del Collio, un tratto della Valle dell'Isonzo e permette di controllare dall'alto Gorizia, la città che durante la Grande Guerra fu strenuamente difesa proprio dalla sua vetta. Divide Italia e Slovenia lungo il suo crinale, ed ospita la strada di Osimo, una strada slovena recintata in suolo italiano che collega la valle dell’Isonzo con il Collio sloveno (Brda).

Questa area ricchissima di storia e testimonianze fu uno dei campi di battaglia principali della Grande Guerra nel biennio 1915-1916, e qualche km a nord di Gorizia si trova il Parco della Pace del Monte Sabotino (Sabotin Park Miru), un museo transfrontaliero tra Italia e Slovenia.

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STRADA DI OSIMO - Sabotinska Cesta

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Strada_di_Osimo

La Strada del Monte Sabotino (Sabotinska Cesta in lingua slovena), meglio nota come Strada di Osimo (Osimska cesta), è una strada internazionale realizzata dall’Italia e dall’allora Jugoslavia a nord di Gorizia sulla base del Trattato di Osimo del 1975. Quest’opera collega le località slovene di Salcano (Solkan) e Poggio San Valentino (Podsabotin) attraverso una servitù di passaggio che corre per circa 1.6 km in territorio italiano, creando un collegamento diretto tra l’area agricola della Brda (Collio sloveno) a quella urbana di Nova Gorica.

Prima degli accordi internazionali, esistevano diversi valichi di frontiera minori tra il Collio sloveno e il Friuli Venezia Giulia, ma avevano un orario di apertura limitato che rendeva poco agevole il transito delle persone o le costringeva a fare percorsi alternativi molto più lunghi.

La costruzione della strada, che comprende anche il ponte di Salcano che attraversa il fiume Isonzo, venne iniziata nel 1980 e fu inaugurata il 15 giugno 1985 dai sindaci di Gorizia e Nova Gorica. Questo corridoio internazionale, ultimo retaggio della Guerra Fredda, è un luogo dove la storia del Novecento può ancora essere toccata con mano.

https://video.ilpiccolo.gelocal.it/locale/ecco-la-strada-del-monte-sabotino-l-ultimo-retaggio-della-guerra-fredda/167505/16815

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OSSARIO di OSLAVIA

 

https://www.turismofvg.it/ossario-di-oslavia

L'Ossario di Oslavia è stato costruito nel 1938 in corrispondenza della Quota 153 del Monte Calvario su progetto dell'architetto romano Ghino Venturi. Il complesso era stato voluto dal regime fascista per raccogliere le spoglie dei soldati caduti nelle diverse battaglie della Grande Guerra combattute nella zona di Gorizia e Tolmino (oggi in Slovenia).

L'Ossario copre un'area triangolare ed è formato da quattro torri, una per ogni vertice della figura più una centrale. Ognuna di queste custodisce al suo interno i loculi dei caduti identificati, disposti lungo le pareti, per un totale di circa 20 mila nomi, tra cui 138 austro-ungarici. Gli altri 37 mila corpi senza nome (539 di nazionalità non - italiana) sono invece tumulati in tre grandi ossari posti al centro delle tre torri laterali.

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Photo credits

di Massimo Crivellari per Turismo FVG

ISONZO

Il fiume Isonzo nasce in Slovenia nella Val Trenta, ed inoltrandosi fra canyon e boschi, entra in territorio italiano presso Gorizia; qui attraverso l'altopiano Carsico viene alimentato dal Vipacco e in seguito, rivolgendosi al mare, dal Torre, per poi concludere il suo percorso di 136 km raggiungendo l'Adriatico nei pressi di Grado, caratterizzando con il suo corso quella parte di territorio friulano chiamato Isontino. Là dove il fiume sfocia nell'Adriatico è stata creata presso l'Isola della Cona un'area protetta che custodisce l’elevata diversità biologica del sito con la presenza di moltissime specie botaniche e faunistiche.

A ridosso del corso d'acqua o a breve distanza da esso, si possono incontrare le vestigia di antichi castellieri, i resti lasciati da popolazioni del passato come romani, longobardi e bizantini, e ancora rocche medievali e fortezze veneziane e austriache. Ma l'Isonzo viene storicamente associato soprattutto alla Prima Guerra Mondiale per le dodici battaglie che prendono il suo nome e che lasciarono nel territorio numerose opere a ricordo della Grande Guerra.

https://www.turismofvg.it/fiumi/isonzo

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Photo credits: Turismo FVG

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Photo credits: Marco Milani per Turismo FVG

GORIZIA

Abitata fin dall'epoca medievale, ebbe il suo maggiore sviluppo durante il dominio dell'Impero Asburgico. Nel corso del XIX secolo, molto amata dalla borghesia viennese per il suo clima mite, veniva definita la "Nizza dell'Adriatico", ed ancora oggi è una città affascinante e a misura d'uomo, coi suoi numerosi parchi e giardini intervallati da splendidi edifici d'epoca. Da un punto di vita storico, è emozionante camminare lungo la linea che segnò uno dei confini più simbolici dell'Europa del XX secolo, ovvero quello tra Italia e Jugoslavia (e oggi Slovenia) che divise la città in due parti (Gorizia e Nova Gorica).

Circondata dai dolci pendii dei colli che producono eccezionali vini friulani apprezzati a livello internazionale, è attraversata dal fiume Isonzo, e verso sud dà sulla verde pianura friulana ed il Carso aspro e roccioso, dove è possibile scoprire le innumerevoli tracce della Grande Guerra. Sulle alture alle spalle di Monfalcone e sui monti Sei Busi, San Michele, Brestovec, Calvario e Sabotino oggi si può scoprire questa importante parte di storia, e a pochi chilometri di distanza troviamo i sacrari di Redipuglia ed Oslavia, l'Ara Pacis Mundi di Medea ed il Colle Sant'Elia.

https://www.turismofvg.it/code/111265/Gorizia-Carso-Isontino-e-Collio

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CASTELLO DI GORIZIA

Situato sull'altura che sovrasta la città, il castello di Gorizia è il suo cuore antico, e offre una spettacolare vista panoramica di Gorizia e del territorio circostante, che si può ammirare percorrendo il Cammino di Ronda. Il Castello risale al secolo XI, ma fu ampliato successivamente dai conti di Gorizia, il cui dominio, arrivò a comprendere un territorio esteso dal Tirolo all’Istria. Nel corso del tempo fu adibito a funzioni diverse, da centro amministrativo a caserma, a carcere.

Bombardato durante la prima Guerra Mondiale e pazientemente ricostruito negli anni Trenta, al suo interno si possono ancora visitare le prigioni e varie sale con mobili e suppellettili originali. Ospita il Museo del Medioevo Goriziano, dove si trovano interessanti riproduzioni artigianali delle armi bianche usate nel periodo medioevale, e la Sala della Musica, una mostra permanente che accoglie perfette riproduzioni di strumenti antichi (liuti, vielle, lire, ghironde ecc.) di cui si possono ascoltare le melodie grazie a moderne tecnologie.

https://www.turismofvg.it/castelli/castello-di-gorizia

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Photo credits: Turismo FVG

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PONTE DI SALCANO

Il ponte di Salcano (in sloveno Solkanski most), è un ponte ferroviario che attraversa il fiume Isonzo presso Salcano (frazione di Nova Gorica) alle pendici del monte Sabotino, in Slovenia. Con la volta lunga ben 85 metri, è il ponte ad arcata unica in pietra tagliata più lungo al mondo.

Questo capolavoro ingegneristico fu edificato all'inizio del secolo scorso, nel 1905, per consentire il passaggio sul fiume Isonzo della linea ferroviaria Transalpina che collegava Trieste e Jesenice, inaugurata nel 1906. Durante la prima Guerra Mondiale il ponte venne distrutto dalle truppe austriache in ritirata, poi ricostruito secondo il progetto originale ed ancora oggi utilizzato. Nel 1985 il ponte di Solkan è divenuto monumento tecnico, tutelato dalle belle arti.

Nella seconda metà del secolo scorso, proprio a fianco del famoso Ponte di Solkan fu costruito un nuovo ponte per la strada di Osimo che collega Nova Gorica a Brda. Insieme offrono una veduta unica sulle acque color smeraldo del fiume.

https://www.vipavskadolina.si/it/odkrivaj/dediscina/kultura/arhitekturne-posebnosti/solkanski-most

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Photo credits: Sabrina Pellizzon

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Photo credits: Sabrina Pellizzon

PASSERELLA GECT GO

(Gruppo Europeo per la cooperazione Territoriale)

La nuova passerella sul fiume Isonzo a Salcano è stata inaugurata nel 2022 per il progetto europeo Parco transfrontaliero Isonzo-Soča, che promuove i collegamenti e la mobilità sostenibile in questa area di confine a simboleggiare la pace fra i popoli e l'allargamento dell'Unione europea dopo decenni di divisione. La passerella consente il passaggio pedonale e collega i nuovi percorsi ciclabili tra Italia e Slovenia.

La posizione della passerella sull’ultima curva dell’Isonzo a Salcano, offre una nuova prospettiva ed un interessante punto panoramico sull'area circostante che si estende dal monumento di Oslavia fino al famoso ponte di Salcano con l’arco in pietra più lungo del mondo.

https://letsgo.gorizia.it/it/punti-di-interesse/passerella-sullisonzo/

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Photo credits: Sabrina Pellizzon

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MONASTERO DI CASTAGNEVIZZA

 

https://www.samostan-kostanjevica.si/it/convento-francescano-kostanjevica

 

Da più di 200 anni i padri Francescani si prendono cura del Monastero di Castagnevizza, una vera e propria oasi verde di pace condivisa da Italiani e Sloveni. Il complesso del monastero si trova su una collina alta 143 m ed offre una vista eccezionale sulle città di Gorizia e Nova Gorica.

Kostanjevica è monumento di arte sacra e centro spirituale (con la chiesa e il convento), monumento storico (con le tombe dei Borbone), e monumento culturale (con la ricca biblioteca del convento che conserva testi dal XVI secolo al XIX secolo).

Fondato come santuario carmelitano, il santuario venne chiuso da Giuseppe II d'Asburgo nel 1785, per poi essere riaperto dai frati francescani nel 1811, acquistando anche la libreria che oggi contiene una collezione di più di 11.500 libri in 25 lingue diverse, compreso il primo libro di grammatica della lingua slovena. Nel 1985 la biblioteca è stata dichiarata monumento artistico e architettonico della Jugoslavia ed è entrato a far parte del patrimonio culturale protetto della Slovenia nel 1992.

Durante la prima Guerra Mondiale la chiesa venne gravemente distrutta nelle battaglie dell'Isonzo. Nel 1918 entrò a far parte del Regno d'Italia, ma nel 1947 passò alla Jugoslavia e passò alla diocesi di Capodistria.

Nel maggio del 2004 è stato aperto un roseto nel lato meridionale del monastero, sopra la cripta, ove si trova una delle collezioni più complete delle Rose di Borbone.

https://brda-vipavskadolina-kras.si/it/curiosit/il-monastero-di-castagnevizza

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VILLA de NORDIS

Villa de Nordis è una nobile villa di campagna del 1840 che si trova alla periferia di Gorizia, in un luogo nascosto a ridosso del fiume, proprio sulla linea di confine con Solkan (Slovenia).

Alla fine della seconda guerra mondiale la villa era di proprietà della contessa Lyduska De Nordis Hornik, avventurosa imprenditrice che trasferitasi in Kenya per seguire di persona l’attività delle sue piantagioni. Leggenda vuole che furono le conoscenze altolocate dell’avvenente contessa a mantenere la villa ed il parco – destinati ad essere incorporati nella Repubblica socialista del maresciallo Tito - entro il confine italiano. Entrata nel giro esclusivo della comunità britannica di Nairobi, Liduvska era diventata infatti amica di Sarah Churchill (terzogenita del grande statista britannico), che fu più volte sua ospite a Gorizia.

Se poi la deviazione del confine dipese effettivamente dalle frequentazioni influenti o dalle feste che la ricca possidente si dice organizzasse per soddisfare il desiderio di divertimento degli Alleati non è dato sapere, ma sarebbe solo un’ulteriore dimostrazione di quanto l’arbitrio fu determinante in quei giorni.

https://letsgo.gorizia.it/it/punti-di-interesse/villa-de-nordis/

https://fondoambiente.it/luoghi/giardino-di-villa-de-nordis

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Photo credits: Sabrina Pellizzon 

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Foto della Contessa

Lyduska De Nordis Hornik: 

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ROSA di GORIZIA

https://www.turismofvg.it/presidi-slowfood/rosa-di-gorizia

https://it.wikipedia.org/wiki/Rosa_di_Gorizia

https://www.slowfoodfvg.it/presidi/la-rosa-di-gorizia/

La Rosa di Gorizia è una varietà locale di radicchio (Cichorium intybus della sottospecie sativum) tipica della zona di Gorizia in Friuli-Venezia Giulia. È riconosciuta tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali Friulani e Giuliani e come presidio Slow Food.

Rinomata fin dai tempi degli Asburgo, ha un sapore intenso, appena amarognolo, ed è caratterizzata da un colore rosso carico e brillante, con variegate sfumature verso il rosa o il rosso granato. La bellezza della forma simile ad una rosa appena sbocciata, unita alla croccantezza e alla dolcezza della costa, ne fanno l'ingrediente speciale del periodo invernale.

La Rosa era coltivata in larga parte nella piana tra Gorizia e Salcano (oggi in Slovenia), ed è il risultato delle selezioni effettuate dalle varie famiglie locali di agricoltori, ancora oggi eseguite secondo una lunga e consolidata tradizione tramandata di generazione in generazione. Ogni contadino è molto geloso delle proprie sementi proprio come un tempo, quando non venivano commercializzate o cedute ad altre famiglie, ma custodite gelosamente, come a voler mantenere il proprio brevetto sul prodotto ottenuto. La sua produzione non è di tipo intensivo e questo garantisce al prodotto un mercato di nicchia, che rende la Rosa un'eccellenza da proteggere.

Questo prodotto ha avuto negli ultimi anni un grande riconoscimento dall'alta ristorazione mondiale, ma l’aumento della popolarità di questi radicchi è inversamente proporzionale alla loro produzione, ormai limitata a pochi ettari coltivati dai pochi contadini che ancora portano avanti una coltivazione lunga e laboriosa.

ROSA di SALCANO - SUKENSKI REGUT GORIŠKI RADICˇ

 

https://qbquantobasta.it/cibo/la-rosa-di-gorizia-ha-un-fratello-gemello-a-salcano

Le terre d'Italia e di Slovenia sono unite anche dal Sukenski regut Goriški radicˇ (Radicchio di Gorizia dai campi di Salcano), la dizione slovena ufficiale.

Negli anni '50 in Jugoslavia si puntava alla industrializzazione ed i contadini venivano incoraggiati a produrre il radicchio classico per la praticità e maggiore produttività della coltivazione. Così la produzione della Rosa si fermò o restò limitata al solo uso familiare. A Salcano ci sono oggi circa 15 famiglie che coltivano il pregiato radicchio e ne custodiscono gelosamente i semi, in un lavoro che dura tutto l’anno.

Dal 1996 è registrata al Ministero dell’Agricoltura sloveno come varietà autoctona e tradizionale. I primi appunti su questa cicoria e sulla sua coltivazione datano 1873.

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Photo credits: Wikipedia

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